Presentazione del ciclo di lezioni di filosofia

Un cordialissimo buonasera a tutti e benvenuti ad un nuovo ciclo delle Lezioni di filosofia (organizzate dalla Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura in collaborazione con i Padri filippini della pace), un’iniziativa di divulgazione culturale intrapresa a partire dal 2000 da Matteo Perrini, che siamo lieti di proseguire anche in sua memoria, in memoria del suo amore per la filosofia in rapporto alla didattica e all’educazione dei giovani.

La filosofia ha infatti una forte componente educativa. Essa è anzitutto un atto libero di riflessione sulla realtà per comprenderla e viverla meglio e, se l’educazione ha come finalità essenziale la crescita della consapevolezza di se stessi, della propria libertà e del proprio ruolo nel mondo, allora la filosofia è altamente educativa.

La filosofia, poi, nel suo essere riflessione radicale sull’esperienza, è estremamente concreta proprio perché intende indagare la verità di noi stessi nel nostro rapporto con gli altri e la realtà, una verità che sempre ci precede e che la filosofia quindi non inventa ma che eventualmente porta a maggiore consapevolezza critica a vantaggio di tutti. E che cosa c’è di più concreto e vitale di tutto ciò?

La nostra iniziativa vuole porre al centro questo nesso tra filosofia, coscienza, educazione e concretezza e quindi è dedicata in particolare ai giovani in formazione (le nostre vogliono essere lezioni di filosofia in senso pienamente didattico) e anche naturalmente a tutte le persone interessate a comprendere meglio la realtà in cui viviamo nel suo radicamento storico e culturale.

Abbiamo scelto di dedicare anche queste lezioni di filosofia come lo scorso anno ai pensatori del novecento, partendo proprio dal presupposto che per una adeguata comprensione della realtà ha un alto valore formativo soffermarsi anche sulle filosofie a noi più vicine, che non sempre nel corso dell’insegnamento superiore tradizionale riescono ad essere oggetto di un adeguato approfondimento. Dopo esserci occupati lo scorso anno delle figure di Heidegger, Wittgenstein e Blondel, ci occupiamo quest’anno di altri tre classici ovvero di Husserl (che è stato uno dei maestri di Heidegger), di Gadamer (che di Heidegger è stato allievo) e di Popper.

Con il primo incontro intendiamo avvicinarci al pensiero del fondatore della fenomenologia, una delle maggiori correnti filosofiche del novecento che ha influenzato numerosi ambiti della cultura e che ha fatto della concretezza il motto della propria indagine, una indagine che si è conclusa con l’analisi della crisi delle scienze europee, ritenute incapaci di fornire risposte adeguate al problema del senso dell’esistenza umana. Nel secondo incontro presentiamo la figura di Gadamer, il fondatore dell’ermeneutica contemporanea, per il quale la verità non è appannaggio solo della scienza ma anche di altre fondamentali esperienze umane come l’arte, la storia e il linguaggio. Con il terzo incontro dedicato a Popper ci occupiamo infine di un grande filosofo della scienza del novecento che nella propria indagine ha evidenziato anche l’importanza delle idee metafisiche per lo sviluppo stesso della scienza. Con i nostri incontri ci proponiamo quindi di evidenziare, tra l’altro, sì l’importanza della scienza, ma anche la sua non esaustività e insieme l’attenzione all’uomo e al suo senso che si radica in ciò che lo supera.

Ad aiutarci a comprendere in maniera più adeguata le linee principali del pensiero di Husserl abbiamo chiamato il prof. Virgilio Melchiorre che siamo davvero onorati di avere questa sera come nostro relatore e che ringraziamo molto per aver accettato il nostro invito.

Virgilio Melchiorre, tra i maggiori filosofi italiani viventi (e per questo non posso nascondere una certa emozione nell’avere l’onore di poterlo presentare), dopo aver insegnato filosofia morale presso l’Università di Venezia, ha insegnato filosofia della storia, filosofia morale e filosofia teoretica presso l’università cattolica di Milano dove ha diretto tra l’altro la Scuola di specializzazione in Comunicazioni Sociali e presso l’editrice «Vita e Pensiero» la collana "Metafisica e storia della metafisica". Attualmente è professore emerito di filosofia morale presso l’Università Cattolica di Milano. Ha iniziato le sue ricerche con alcuni studi su Kierkegaard, volgendosi poi allo studio di Kant, Hegel, Marx, Gramsci, Mounier, Maritain, Husserl, Heidegger, Maréchal ecc. Sul piano teoretico la sua ricerca ha coniugato il metodo della fenomenologia trascendentale con i grandi temi della metafisica classica, interrogandosi sulla possibilità di fondare sia una nuova indagine ontologica, sia una rinnovata concezione antropologica, sia uno sguardo incarnato sia il suo interiore rinvio.
Tra le sue numerosissime pubblicazioni ricordo solo quelle più recenti, tra cui: La via analogica (Milano, 1996); Creazione, creatività, ermeneutica (Brescia, 1997); Sulla speranza (Brescia, 2000); Tempo, mondo e persona in E. Husserl (Milano, 2002); Dialettica del senso. Percorsi di fenomenologia ontologica (Milano, 2002); L’ontologia e la questione del fondamento (Milano, 2003); L’immaginario simbolico (Milano, 2005); Essere persona (Novara, 2007); Il Cristo dei filosofi. Dall’idealismo a Kierkegaard (Milano, 2009); Breviario di metafisica (Brescia, 2011); Il nome indicibile (Milano, 2011).

Lo ringrazio ancora molto per aver accettato il nostro invito e gli do la parola, confermandogli che siamo molto, molto contenti di poterlo ascoltare.
 

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