Introduzione e saluto a David Grossman

Gentili signore e signori,  buonasera e benvenuti.

È un piacere vedervi così numerosi, ma è per noi una gioia ancora più grande, oltre che un onore straordinario avere qui tra noi il grande scrittore israeliano David Grossman.  Ci auguriamo che questa sera possa un poco sentirsi come a casa sua, quindi propongo un caloroso applauso per dargli il nostro benvenuto.

Mai come in queste settimane, non solo per la tragica cronaca degli ultimi giorni, ma anche grazie alle parole di due indiscusse autorità religiose e morali come Papa Francesco e il Rabbino Giuseppe Laras, veniamo scossi nelle nostre coscienze. Siamo chiamati a non essere più indifferenti di fronte alla guerra, che sia essa lontana o vicina, e siamo chiamati a interrogarci su come rispondere  a chi diffonde odio e paura dell’altro.

Questa sera accogliamo uno scrittore che da una vita continua a confrontarsi con la guerra, che vive continuamente nel suo animo e sulla sua pelle le ferite della guerra, ma che nonostante tutto continua a volere la pace e a operare per ottenerla, anche se le sue scelte lo portano ad agire controcorrente. La forza dei libri e della letteratura come strumento di dialogo laddove  l’odio  promuove la violenza diventa emblematica nel caso di Grossman.  Noi lo accogliamo tra noi non solo perché le sue storie e i suoi personaggi ci hanno affascinato e ci hanno interrogato, ma anche perché vogliamo onorare in lui l’uomo che cerca il dialogo, che si sforza di vedere “con gli occhi del nemico”.

L’ultimo romanzo di David Grossman “Applausi a scena vuota” presentato stasera, intreccia temi come il rapporto tra genitori e figli,  l’amicizia tra due giovani adolescenti,  il passaggio traumatico all’età adulta, la Shoah, il senso di colpa e il pentimento.

Abbiamo chiesto al giornalista Gad Lerner, amico dello scrittore da molti anni, di condurre il dialogo per aiutarci a meglio comprendere non solo “Applausi a scena vuota”, ma anche a riflettere sulle contraddizioni della nostra realtà, sulla guerra, nel presente e nel passato, e sul ruolo della letteratura nel promuovere la pace. Vorrei  ricordare, che negli anni scorsi, Gad Lerner ha compiuto un viaggio tra le colline della frontiera tra Libano e Israele per recitare un kaddish nel luogo dove nel 2006 morì Uri Grossman e poi consegnare alla sua famiglia una pietra colà raccolta.

Ringrazio infine il CTB Teatro Stabile di Brescia che fin dagli inizi ci ha sostenuto nell’organizzazione di questa serata e ci ospita; ringrazio il Sindaco e la Vicesindaco per il Patrocinio del Comune di Brescia concesso a questa iniziativa, e per la decisione di conferire a David Grossman la Vittoria Alata, come riconoscimento dell’intera città di Brescia per la sua opera di scrittore e il suo impegno incessante per il dialogo e la pace.

 

Ricordo che alla fine della conversazione Grossman si fermerà volentieri nel foyer per firmare copie del romanzo e scambiare due brevi parole con i suoi lettori.

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