
Bebelplatz. La notte della cultura in Europa (IIS Lunardi)
Sabato 28 marzo 2026 Fabio Stassi, scrittore, finalista della 63ª edizione del Premio Campiello (2025) con il libro Bebelplatz. La notte dei libri bruciati (Sellerio) ha parlato presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Astolfo Lunardi”, via L. Riccobelli, 47 a Brescia– ore 10.30, sul tema “Bebelplatz. La notte della cultura in Europa ” in dialogo con la Vice Presidente della CCDC Valentina Gheda. Ha introdotto il prof. Luca Guerra dell’Istituto.
L’incontro è stato promosso dalla CCDC Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore “Astolfo Lunardi”.
BEBELPLATZ SINOSSI. 10 maggio 1933. A Bebelplatz, nel centro di Berlino, allo scoccare della mezzanotte migliaia di libri vengono dati alle fiamme. Joseph Goebbels proclama: «L’uomo tedesco del futuro non sarà più un uomo fatto di libri, ma un uomo di carattere». Su tutta l’Europa si sparge un odore di benzina e di cenere. 24 febbraio 2022. La Russia invade l’Ucraina, e di lì a qualche mese un nuovo conflitto devasterà la striscia di Gaza. Durante un tour negli istituti di cultura italiani da Amburgo a Monaco, Fabio Stassi attraversa le piazze delle Bücherverbrennungen, i roghi di libri, e risale a ritmo incalzante la memoria del fuoco e delle censure, dei primi bombardamenti aerei sui civili, del saccheggio di librerie e biblioteche. Studia mappe e resoconti, si interroga sul ruolo della cultura e sulla cecità della guerra, indaga l’istinto di sopraffazione degli esseri umani. Alla fine compone un piccolo atlante della letteratura «dannosa e indesiderata» e rintraccia cinque scrittori italiani destinati alle fiamme dai nazisti: Pietro Aretino, il cantore della libertà rinascimentale; Giuseppe Antonio Borgese, cittadino del mondo e inguaribile utopista; Emilio Salgari, antimperialista amato in Sudamerica; Ignazio Silone, antifascista radicale, e Maria Volpi, unica donna della lista, disinibita narratrice del piacere e dell’indipendenza femminile. Quello di Stassi è un appassionato discorso in difesa di tutto ciò che trasgredisce la norma, un viaggio ricco di corrispondenze, colpi di scena e nuove interpretazioni, da Ovidio a Cervantes, da Arendt a Canetti, Sebald, Morante, Bernhard: un invito a disseppellire la biblioteca di Don Chisciotte. Perché la ribellione si impara leggendo, e ogni lettore, per qualsiasi potere, «è sempre una minaccia». Come scrive Alberto Manguel nell’Introduzione: «Da qualche parte nel mondo una mente sta ideando parole da tracciare con la mano e da decifrare con gli occhi in mezzo al fumo e alle ceneri». (https://lafinestradellaletteratura.blogspot.com)