Gli studenti del Liceo Foppa raccontano le pietre d’inciampo attraverso il linguaggio audiovisivo
Bresciaoggi, 15 aprile 2026 (edizione digitale)
La memoria diventa immagine grazie al progetto commissionato dalla Cooperativa Cattolico-Democratica di Cultura (CCDC).
Ogni pietra custodisce un nome. Ogni nome racconta una vita, un luogo, una data spezzata dalla deportazione e dalla morte. Le pietre d’inciampo, ideate nel 1992 dall’artista tedesco Gunter Demnig, sono questo: piccoli segni nel presente che costringono lo sguardo a fermarsi e la memoria a riemergere, ricordando le vittime delle persecuzioni nazi-fasciste, che per le loro idee politiche, la loro religione, il loro orientamento sessuale o il colore della pelle, sono state portate a morire nei campi di concentramento. Incontrare quei nomi nelle strade delle nostre città non è un gesto qualunque: è un atto di responsabilità verso il futuro. E proprio i giovani, più di chiunque altro, possono raccogliere questa eredità e trasformarla in memoria viva.
Il video realizzato dalle studentesse e dagli studenti del Liceo artistico Foppa di Brescia – indirizzo Audiovisivo e multimediale – presentato nei giorni scorsi al Teatro di via Cremona, si inserisce in questo percorso di consapevolezza. Un lavoro che invita a riflettere sulla brutalità della guerra e sul valore del ricordo.
Il progetto, commissionato dalla Cooperativa Cattolico-Democratica di Cultura (CCDC), nasce con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema della memoria e di tradurlo in un linguaggio contemporaneo, capace di parlare ai più giovani attraverso i social e gli interventi nelle scuole.