“Sorelle di dolore”: la storia di un’amicizia impensabile il 20 ottobre alla Pace
Martedì 20 ottobre alle ore 18.30 nella Sala Bevilacqua di via Pace n. 10 a Brescia incontro con Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel, assassinato nel 2016, e Nassera Kermiche, madre del terrorista ucciso durante l’assalto. Le ospiti – autrici con del libro “Sorelle di dolore” (Ares-Lev 2026) – dialogheranno con Maddalena Colombo, Presidente Associazione Dòsti.
L’incontro, promosso dalla CCDC Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura, ACLI provinciali di Brescia, LEV e Associazione Dòsti in collaborazione con i Padri della Pace, rientra tra le iniziative in preparazione del Festival della Pace.
Il 26 luglio 2016 a Rouen, padre Jacques Hamel viene assassinato da due giovani jihadisti mentre sta celebrando la messa. Papa Francesco ne rimane profondamente turbato: «Dobbiamo pregarlo», dirà, «è un martire! E i martiri sono beati». Il mondo intero è sconvolto. Un altro drammatico capitolo della serie di attentati più terribile che la Francia abbia mai conosciuto: Charlie Hebdo, Bataclan, Nizza… Eppure, l’odio non ha l’ultima parola. Nel dolore, avviene un incontro. Fra Roseline e Nassera: l’una piange la perdita di suo fratello, padre Hamel, l’altra è la madre di uno dei terroristi che lo hanno ucciso, Adel Kermiche. Due donne di fedi e culture diverse. Due donne che non sono sorelle di sangue, ma che, nel perdono e nella speranza, si scoprono «sorelle di dolore». Un esito che porta il cardinale Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, a scrivere: «Chi entra in queste pagine non ne esce con risposte semplici. Ma, se si lascia toccare, forse ne esce con uno sguardo un po’ più libero, un cuore un po’ meno armato, e la consapevolezza che anche nella notte più buia può aprirsi un varco. Non per cancellare il dolore, ma per attraversarlo insieme».
«Il cuore di questo libro non è il martirio di padre Jacques Hamel. È ciò che accade dopo. È l’umanità che resiste sotto le macerie». Cardinale Pierbattista Pizzaballa
«Dovevo chiedere perdono alle vittime e alla famiglia di padre Hamel. Perdono per mio figlio, perché voglio credere che, se fosse sopravvissuto, lui stesso avrebbe chiesto perdono». Nassera Kermiche
«Non sono venuta per sentirmi chiedere perdono, ma perché insieme proviamo ad affrontare il nostro dolore di sorella e di madre». Roseline Hamel
fotografia: Bruno Lévy / XO