Giuseppe Ferrari
VEZZA D’OGLIO, VIA NAZIONALE 99
QUI ABITAVA GIUSEPPE FERRARI
NATO il 23.8.1923
CATTURATO il 9.9.1943 a BOLZANO
INTERNATO MILITARE a FÜRSTENBERG
ASSASSINATO il 23.1.1944 a GUBEN
Giuseppe Aldo Renato Ferrari nacque il 23 agosto 1923 a Vezza d’Oglio, comune dell’Alta Valle Camonica, dal Cavalier Martino (impresario edile nato in Uruguay da genitori dell’Alta Valle, persona piuttosto in vista in paese e che aveva affari anche in Alto Adige, e in particolare a Bolzano) e Lucia Pasolini. Crebbe nella casa di famiglia, situata a Vezza d’Oglio lungo la Via Nazionale. Nel pieno della seconda guerra mondiale, giovanissimo, Giuseppe fu richiamato alle armi e assegnato con il grado di caporale al genio militare, probabilmente al 4° battaglione misto genio della Divisione Alpina Cuneense, che in seguito alle gravissime perdite subite nel corso della campagna di Russia era in ricostruzione a Bolzano, città che Giuseppe doveva conoscere bene, essendo molto frequentata dal padre (che qui sarebbe morto non molto dopo la fine della guerra) e in generale da tutta la famiglia, che vi possedeva anche un’abitazione dove, con quella di Vezza d’Oglio, divideva il suo tempo. In seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, i numerosi soldati italiani di stanza in Alto Adige furono catturati dalle truppe tedesche: il 9 settembre anche Giuseppe fu arrestato, senza che il padre potesse intervenire per salvarlo, e in seguito deportato in Germania come prigioniero di guerra. Avendo rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale Italiana, venne internato nel Brandeburgo, nello Stalag III B di Fürstenberg, presso il fiume Oder, vicino all’attuale confine fra la Germania e la Polonia. Durante la prigionia, Giuseppe fu costretto a lavorare nella vicina cittadina di Finkenheerd, e a vivere in condizioni molto difficili: al freddo, senza cibo ed esposto alle numerose malattie diffuse nei campi di prigionia e di lavoro. Le dure condizioni di vita provarono il suo fisico; Giuseppe si ammalò e il 23 gennaio 1944, a soli vent’anni, morì nell’ospedale militare di Guben, cittadina che si trova nei pressi del lager in cui era internato. Le sue spoglie furono sepolte nel locale cimitero, ma nel 1961 la famiglia riuscì ad ottenerne il rimpatrio. La lapide che ricorda la breve vita di Giuseppe, nella cappella di famiglia del cimitero di Vezza d’Oglio, recita: «Adorò Dio con la squisita aristocrazia dello spirito. Servì la Patria con il supremo sacrificio della vita. Amò la famiglia con la delicata sensibilità del suo cuore, semplice come quello di un fanciullo, grande come quello di un eroe». Giuseppe è stato un giovane coraggioso, morto lontano da casa per colpa della guerra e della barbarie nazista, ma oggi nella gente del suo paese, che non lo vuole dimenticare, vive il ricordo del suo sacrificio.
A cura degli studenti della classe 1a della scuola secondaria di I grado «Nicostrato Castellini» di Vezza d’Oglio, coordinati dal dott. Daniele Orsatti e dalla prof.ssa Fabiana Guizzardi. Si ringrazia il sig. Stefano Rossi.
