
L’Europa e il Manifesto di Ventotene
Lo SFA (Servizio Formazione Autonomia) di Fobap Anffas è impegnato da tanto tempo a riflettere su come sia importante occuparsi di politica. Nel nostro servizio ci prepariamo alla vita adulta facendo tirocini, imparando a vivere da soli in una casa, ad avere degli amici con cui divertirci, ma essere adulti vuol dire anche essere dei cittadini responsabili.
Per questo abbiamo una Scuola di Politica per capire cosa succede intorno a noi, sapere quali diritti abbiamo e quali doveri, cercare di capire le informazioni dei giornali. Per noi non è facile perché abbiamo delle difficoltà a leggere e a scrivere. Abbiamo bisogno di tempo per comprendere bene quello che leggiamo e fare dei nostri pensieri. Così possiamo scegliere.
Nel tradurre il Manifesto di Ventotene in linguaggio facile da capire; abbiamo imparato l’importanza di avere delle nostre idee e di com’era difficile dirle quando l’Italia era in guerra. Abbiamo letto cosa vuol dire avere uno spirito critico per stare dalla parte della pace. Abbiamo capito che i nazionalismi dividono le persone perché non vediamo più che le diversità sono una ricchezza per tutti e non devono fare paura.
Per alcune settimane abbiamo lavorato sul nostro testo di Ventotene in linguaggio facile da leggere[1] e abbiamo cercato di collegare alcuni pensieri su cosa succede oggi.
Il documento allegato è composto di tre parti:
- Il Manifesto di Ventotene tradotto in linguaggio facile da leggere
- Piccola riflessione sul Manifesto di Ventotene
- Glossario semplificato
[1] La nostra tecnica permette alle persone con disabilità intellettiva (D.I.) la comprensione di un documento, di un libro, di un video attraverso la traduzione in un linguaggio più semplice rispetto al testo originario, per facilitare l’accesso alle informazioni e l’accrescimento della cultura personale. É un lavoro paziente, lento e approfondito; ci si sofferma su una parola, se ne cercano i significati o i sinonimi, se ne trova un’altra più semplice, ma non traditrice del senso. Poi la si ricolloca nel periodo e se non funziona, si riscrive la frase con altri nomi, aggettivi, verbi, fino a raggiungere il senso autentico di ciò che si doveva capire. É l’esercizio del pensiero che si allena a diventare critico perché elabora e collega; un pensiero che si coniuga alla riflessione personale, alle scelte da fare, all’interpretazione del contesto in cui si vive. «L’accesso alla parola non avviene a partire da ciò che manca, ma al contrario, partendo da ciò che si possiede» (A. Bochetti). É la direzione del nostro impegno educativo di ogni giorno.
La CCDC ringrazia in modo particolare la responsabile dello SFA dottoressa Livia De Carli per aver accolto con entusiamo la proposta tradurre in linguaggio semplificato e commentare il Manifesto di Ventotene.


