Pensieri, memorie e progetti per i 50 anni della CCDC
Quando nel 1976 Matteo Perrini – uomo libero, generoso e colto – ebbe la straordinaria intuizione di promuovere la CCDC, in un clima di grandi tensioni, soffocato dal fanatismo, sentivamo l’imperativo morale di affermare dentro la società la possibilità di un pensiero aperto e critico. Per questa ragione la CCDC raccolse da subito molti giovani che volevano essere liberi di pensare con la propria testa, in una società intrisa di odi e schieramenti ideologici estremi. E nonostante le non poche ostilità, come tutti i giovani volevamo che i valori in cui credevamo, le nostre passioni civili fossero visibili, attraverso iniziative che coinvolgessero tutta la città. Si decise quindi da subito di operare attraverso eventi pubblici, riempire di manifesti la città in tutti gli angoli e distribuire volantini ciclostilati che lasciavano il nero sulle dita davanti a moltissime scuole, impegnando noi stessi e molti giovani in un’avventura di cui non era certo l’esito. Con poche risorse, molte difficoltà e molto entusiasmo abbiamo iniziato un cammino che ci occupava quasi ogni giorno, che non sapevamo dove ci avrebbe portato ma eravamo certi rispondesse a bisogni profondi.
Come allora oggi, in un mondo nel quale sembra prevalere la logica della forza e della narrazione falsificata della realtà, noi sentiamo invece la necessità di affermare “la forza delle idee e della cultura”. Nella convinzione che la cultura, non elitaria ma condivisa con tutti, può essere un formidabile motore per costruire un futuro migliore. In questo senso vogliamo conservare il nostro spirito originario di seminatori di speranza, non nascondendoci di fronte ai problemi di questo tempo smarrito ma, al contrario, affrontandoli tutti in modo diretto con parole di verità, attraverso ospiti che sappiano illuminare le domande più autentiche dell’esistenza individuale e collettiva.
Al traguardo dei 50 anni di vita, delle 1.200 iniziative realizzate in Brescia e provincia, dei 1.000 ospiti invitati, pensiamo si possa andare orgogliosi di alcune “promesse mantenute”:
- avere portato nella nostra città i migliori testimoni della cultura italiana ed europea,
- avere richiamato senza sosta i valori fondanti di una spiritualità genuina, che rifiuta ogni forma di integralismo;
- avere sostenuto sempre la logica di una società aperta, libera da ogni dogmatismo o fanatismo politico, che crede nelle dimensioni della democrazia come via obbligata della convivenza;
- avere tenuto fede all’impegno preso dal primo giorno di fare della CCDC una realtà totalmente libera, senza alcun condizionamento. Da sempre, infatti, la Cooperativa costruisce i propri programmi solo sul confronto di idee e si fonda integralmente sul volontariato e la generosità dei propri Consiglieri, che spendono il proprio tempo libero per questa impresa comune (Un Consiglio ricco di competenze e di umanità).
Anche il grande Programma di iniziative pensato per questa ricorrenza va nella stessa direzione. Molte iniziative sono pensate per i giovani, che restano per noi un interlocutore fondamentale; un completo rifacimento del nostro sito metterà a disposizione di tutti un patrimonio inestimabile di pensiero e, insieme, si realizzerà un programma di incontri pubblici eccezionale. Anche se ancora in via di completamento, il progetto che presentiamo oggi fotografa esattamente la nostra identità: alto livello dei protagonisti e multidimensionalità degli eventi. Dopo la rievocazione della Memoria con la posa delle pietre d’inciampo in città e provincia, già i prossimi mesi di questo programma sono emblematici:
- partiamo con la proposta di un Canone letterario europeo e la rappresentazione teatrale su San Francesco, perché pensiamo che l’identità europea trovi un fondamento irrinunciabile nella grande letteratura e nella spiritualità
- ma subito dopo affrontiamo di petto le grandi contraddizioni e le grandi sfide della società, con Tito Boeri sull’economia e il mondo del lavoro, o Adam Michnik ed Ezio Mauro sulle questioni del progetto europeo e la distorsione dell’informazione. E a seguire Massimo Cacciari sul “Kaos”e il notissimo economista americano Robert Wescott.
All’orizzonte dell’autunno attendiamo poi grandissimi scrittori del calibro di Javier Cercas, autore del grande successo editoriale “Il folle di Dio” (allo stesso tempo romanzo e dialogo incalzante con Papa Francesco sulle domande più profonde della fede) e Andrij Kurkov, celebre scrittore ucraino. C’è infatti un tratto distintivo della CCDC a cui teniamo molto: crediamo in un umanesimo integrale nel quale ci sono alcuni “valori bussola” che possono fondare tutte le dimensioni della convivenza, senza alcuna contraddizione tra cultura umanistica e cultura scientifica. Per questa ragione da sempre spaziamo in tutti i campi del sapere e siamo attenti ai cambiamenti della nostra società. Vogliamo in definitiva offrire alla città un percorso che affronti le maggiori urgenze del nostro tempo per ritrovare, con senso critico, le energie necessarie a disegnare un futuro possibile, per una società aperta e libera che sappia guardare oltre le difficoltà del presente. È questa la cifra del nostro impegno, è questo il senso della nostra avventura. Ed è la ragione per cui vi attendiamo numerosi a questi imperdibili appuntamenti.
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Vorrei infine sottolineare come, proprio perché siamo una realtà libera basta esclusivamente sul volontariato, è per noi di grande conforto sentire l’apprezzamento dell’Amministrazione Comunale ed essere ospitati tra queste mura. Un ringraziamento sentito va poi alla Fondazione Comunità Bresciana e alla Fondazione ASM che ci hanno garantito un sostegno decisivo a questo programma; senza di loro sarebbe stato impossibile presentarvi un progetto di questa levatura. Allo stesso modo, dobbiamo rivolgere un ringraziamento ai Padri della Pace, che da 50 anni sono un po’ la nostra casa, e ai quasi 30 partner con cui abbiamo costruito questo progetto (non li cito per non far torto a nessuno ma li trovate in Cartella Stampa), con i quali lavoriamo in amicizia e condivisione perché sempre di più la nostra sia un’avventura coinvolgente, aperta e inclusiva.
(testo dell’intervento tenuto in occasione della conferenza stampa del 2/2/2026)