Il prof. Günter Blöschl, “Premio Nobel dell’acqua”, su varietà climatica ed estremi idrologici
Martedì 19 maggio alle ore 17.00 nel Salone dell’Apollo, Piazza del Mercato 15 a Brescia, il prof. Günter Blöschl, Stockholm Water Prize 2025 (“Premio Nobel dell’Acqua”), parlerà sul tema: “Variabilità climatica, estremi idrologici e soluzioni: connessioni, rischi e sfide emergenti”.
Dopo la presentazione iniziale del Rettore dell’Università di Brescia prof. Francesco Castelli, il prof. Günter Blöschl dialogherà con il prof. Roberto Ranzi, ordinario di Costruzioni Idrauliche all’Università di Brescia.
L’iniziativa è promossa da Università degli Studi di Brescia e CCDC Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura, con il patrocinio della Fondazione UNIBS, Comune di Brescia e Regione Lombardia.
GÜNTER BLÖSCHL è Direttore dell’Istituto di Ingegneria Idraulica e Idrologia presso il Politecnico di Vienna e Professore all’Università di Bologna. Il suo lavoro ha dato contributi fondamentali alla comprensione di come il cambiamento climatico influenzi i rischi di alluvioni e siccità in Europa. Attraverso la creazione di un database europeo sulle alluvioni, ha dimostrato che gli ultimi decenni rientrano tra i più ricchi di eventi alluvionali degli ultimi cinque secoli, identificandone le cause climatiche regionali. In Austria ha sviluppato strategie di adattamento della gestione idrica ai cambiamenti climatici e promosso progetti per migliorare la preparazione alle alluvioni e la mappatura dei rischi. Per i suoi risultati scientifici, riconosciuti a livello internazionale, ha ricevuto, tra gli altri, un ERC Advanced Grant e la Horton Medal dell’American Geophysical Union. Recentemente, il Re Carlo XVI Gustavo di Svezia gli ha conferito il prestigioso Stockholm Water Prize.
ABSTRACT. Gli eventi idrologici estremi osservati negli ultimi anni, in Italia e in Europa, evidenziano la crescente influenza della variabilità climatica e dei cambiamenti climatici sull’intensificazione del rischio idrologico e sui potenziali impatti sulla salute umana. In questo contesto, emerge l’urgenza di individuare risposte tempestive, sostenibili e robuste per rafforzare la resilienza dei territori e ridurre gli impatti sulle popolazioni esposte, anche in termini di benessere sanitario e sociale. L‘incontro offrirà una visione integrata delle recenti modifiche nel regime delle piene fluviali, analizzandone le connessioni con i cambiamenti climatici, le trasformazioni nell’uso del suolo e gli interventi antropici, con particolare attenzione alle ricadute sui sistemi sanitari e sulle comunità vulnerabili. Comprendere questi processi è essenziale per sviluppare strategie efficaci di gestione del rischio. Verrà presentata una sintesi dei principali approcci alla gestione del rischio alluvionale, considerando l’incertezza e l’aumento degli eventi estremi inattesi, insieme a esempi internazionali (Vienna, Colonia e Tirolo). Infine, saranno discusse criticità e prospettive per il contesto italiano, con riferimento ai sistemi di protezione, ai tempi di preavviso e alla consapevolezza del rischio, includendo la preparazione agli impatti sanitari diretti e indiretti. Verrà sottolineata la necessità di interventi concreti e di un approccio integrato che consideri anche le dimensioni sanitarie e sociali degli eventi estremi.
