
Presentazione del libro “L’audacia della fraternità”
Mercoledì 13 maggio 2026 il card. Jean-Paul Vesco – domenicano, arcivescovo di Algeri, ha presentato il libro L’audacia della Fraternità (Libreria Editrice Vaticana) in dialogo con Anna Pozzi, giornalista e scrittrice, nella Sala Bevilacqua (via Pace n. 10 – Brescia), ore 18.30.
Hanno portato il saluto all’illustre ospite il Vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada e l’Iman di Brescia Amen Al-hamzi Omar.
Il libro è una riflessione a tutto campo su una delle grandi parole del cristianesimo, poi ripresa dall’Illuminismo, spesso però messa da parte rispetto all’urgenza della libertà e alla lotta per l’uguaglianza, quindi posta di nuovo al centro dell’attenzione da Papa Francesco con l’enciclica Fratelli tutti. L’Autore, che da decenni abita in terra musulmana (Algeria), pensa e presenta la chiamata alla fraternità come insita nel messaggio evangelico e come urgenza per il mondo di oggi. Una sfida per i cristiani di ogni luogo e di ogni tempo, una missione cui il credente non può sottrarsi.
Jean-Paul Vesco, domenicano, cardinale, è arcivescovo di Algeri dal 2021, dopo esserlo stato a Orano dal 2012. Avvocato prima di entrare nell’Ordine, con studi all’Ecole Biblique di Geursalemme, si distingue per chiarezza di pensiero e franchezza di parola. È autore di alcuni libri, tra cui Ogni vero amore è indissolubile e Il dono dell’amicizia (Queriniana) e, insieme a Samuel Amédro, Far cadere i muri. Lettere tra un pastore protestante e un vescovo cattolico (Qiqajon).
Si dice spesso che i fratelli e le sorelle ci vengono dati, mentre gli amici si scelgono. L’essere fratelli in umanità è un dato essenziale del vivere, annunciato da Gesù in una dimensione teologica. E se nel proclama dell’Illuminismo la fraternità stava al vertice dei “nuovi” valori – liberté, égalité, fraternité – ebbene, oggi tale vocazione sembra evaporare di fronte al crescere di tribalismi, nazionalismi e sovranismi. Per questo il cardinale Vesco, che sperimenta in prima persona la fraternità come alterità, abitando da decenni in terra musulmana, ha il coraggio di riflettere e meditare di nuovo, con vigore e passione, su questo valore umano e cristiano cui tutti siamo chiamati: «Nessun legame fraterno o di amicizia si costruisce senza il riconoscimento dell’altro in tutto ciò che è, a cominciare dalla sua fede» argomenta il cardinale di Algeri. Spaziando dalla Dichiarazione di Abu Dhabi sulla fratellanza alla testimonianza dei martiri d’Algeria, a partire dal domenicano e vescovo di Orano Pierre Claverie, e al lascito del “fratello universale” Charles de Foucauld, Vesco traccia un affresco di cosa significhi vivere la fratellanza. E individua proprio in questo stile l’efficacia più viva nell’essere credenti in Gesù, al punto che i non cristiani dovrebbero porsi la domanda: «Ma perché agiscono così?».
L’incontro, promosso dalla CCDC Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura, ACLI provinciali di Brescia, Diocesi di Brescia Ufficio per il Dialogo Interreligioso in collaborazione con i Padri della Pace, ha il patrocinio del Comune di Brescia e della Regione Lombardia, e rientra nelle iniziative per il 50 anni della CCDC sostenute da Fondazione Comunità Bresciana, Fondazione ASM e Fondazione Banca San Paolo.